Dal 15 al 19 Luglio 2026
MainStage ’26
15 Luglio | P.za Marconi Atina 21:30
EMMA SMITH
Emma Smith – Voce
Sam Watts – Piano
Conor Chaplin – Contrabbasso
Steve Brown – Batteria
Emma Smith è quella che si dice una predestinata. Con due genitori valenti musicisti della scena britannica ed un nonno trombonista che ha suonato in tour con le orchestre che accompagnavano Frank Sinatra e Barbra Streisand, era inevitabile che decidesse di fare la cantante. Cominciò da ragazzina con le big band, che sono sempre state la scuola ideale, e al talento naturale poi aggiunse buoni studi in prestigiose istituzioni inglesi. Ha vinto molti premi e si è esibita in locali e festival importanti, dai jazz club più rinomati alla Royal Albert Hall. È entrata a far parte del famoso trio vocale The Puppini Sisters, continuando però la carriera come solista. È anche membro dei Ronnie Scott’s All Stars. Tra i numerosi riconoscimenti ottenuti fino ad oggi figurano l’ampio successo del suo consolidato gruppo di armonie vocali, The Puppini Sisters, e un periodo di quattro anni come conduttrice radiofonica su BBC Radio 3. Ricopre inoltre un ruolo nell’acclamato gruppo itinerante del suo club di origine, i Ronnie Scott’s All Stars.
Dopo un trionfale tour con il supergruppo americano Postmodern Jukebox, la carriera di Emma continua a decollare, con i trendsetter che la considerano una delle voci più entusiasmanti del jazz odierno. Negli ultimi anni Emma ha raggiunto una serie di importanti traguardi e ricevuto premi sia dalla critica che dalle istituzioni, tra cui la medaglia Worshipful Company of Musicians, la finale del Montreux Jazz Competition e il Jazz Act of the Year ai Jools Holland Boisdale Music Awards 2024, concorrendo al fianco di Ezra Collective, Courtney Pine e Nubya Garcia.
È stata nominata per il Parliamentary Jazz Award nella categoria Jazz Vocalist of the Year sia nel 2022 che nel 2023, prima di vincere con orgoglio il titolo nel 2024. Negli Stati Uniti è arrivata tra le cinque finaliste della 12° Sarah Vaughan International Jazz Vocal Competition.
L’ascesa di Emma alla ribalta è stata cementata dal suo lavoro in studio, acclamato dalla critica, che la mostra come una cantante jazz poliedrica, arrangiatrice e cantautrice tradizionale con eccezionali capacità vocali. Il suo album solista ‘Meshuga Baby’ è stato accolto come un’uscita rivelazione, accumulando milioni di stream e ricevendo un ampio supporto radiofonico da Jamie Cullum (BBC Radio 2), Cerys Matthews (BBC 6 Music), TSF Jazz e Jazz FM.
Il suo attesissimo nuovo album Bitter Orange, uscito nell’estate del 2025 per l’etichetta statunitense La Reserve, rappresenta un’istantanea intima nella mente e nella vita personale di un’artista donna che si sta facendo strada e compie la missione di Emma di farsi ascoltare e avere un impatto nel mondo di oggi, con un sound radicato nel passato.
16 Luglio | P.za Marconi Atina 21:30
CHINA MOSES_IT’S COMPLICATED
China Moses – Voce
Insxght – Keis vocals
Ebow “Lox” Mensah – Batteria
Jermo Cornelis – Chitarra, sax/vox
Lou Reed sosteneva che il rock è uno stile di vita. Se sostituiamo la parola “rock” con “tour”, otteniamo un’immagine nitida di China Moses. Figlia del regista Gilbert Moses e Dee Dee Bridgewater, 47 anni, 6 album all’attivo e uno in arrivo (It’s Complicated), cantante e conduttrice televisiva, China è una delle protagoniste di Atina Jazz 2026.Il suo carisma si misura con il tono delle recensioni dei suoi show. Per il Times, è una diva moderna “che comanda il palco”. Facile credere a questa affermazione mentre appare miss Moses via Zoom dalla sua casa di San Francisco: treccine infinite, completo giallo, occhialoni alla Elton John e sorriso larghissimo. “Essere in scena è la mia vita da 17 anni. Non vado in tour, vivo suonando. Sul palco c’è la magia e la bellezza dell’umanità. Sono una privilegiata, una messaggera della musica. Per me è molto più importante di dormire.
Essere sempre in movimento è una scelta, ma non è uno stile di vita per tutti. Il viaggio è faticoso per il corpo, ma l’arte che facciamo e la felicità che ne traggo non hanno prezzo”.Da otto anni – tranne la pausa imposta dalla pandemia – gira instancabilmente il mondo con una musica difficile da catalogare. È soul, blues, jazz? “Non sono una cantante jazz, non lo sono mai stata. non è qualcosa che mi definisce. Sono cresciuta in questo ambiente grazie ai miei progetti. Ho fatto un tributo a Dinah Washington, ma lei era una cantante jazz? Questa è la domanda. Mia mamma pensa di esserlo. Ma io non sono Dee Dee Bridgewater. Scrivo, compongo e produco i miei brani. Anche se è lei che mi ha insegnato a produrre album. Non sono andata a scuola, non ho studiato canto. Ho preso la prima lezione dopo il mio album di esordio. So come improvvisare, conosco le armonie e posso scrivere una canzone”.
17 Luglio | P.za Marconi Atina 21:30
BILL FRISELL TRIO
featuring THOMAS mORGAN & RUDY ROYSTON + special guest GREGORY TARDY
Bill Frisell – Chitarra elettrica
Thomas Morgan – Contrabbasso
Rudy Royston – Batteria
Special guest Gregory Tardy – Sax
Bill Frisell (nato a Baltimora nel 1951) è uno dei guitar heroes del jazz dagli anni Ottanta a oggi.
Su raccomandazione di Pat Metheny, il suo esordio discografico avviene per l’etichetta ECM, che gli permette di esprimersi sia come leader che come chitarrista ‘della casa’ (in particolare per Paul Motian e Jan Garbarek). Seguono poi gli anni della maturità con l’etichetta Nonesuch, che lo vedono trasformarsi nel campione della svolta postmoderna della musica improvvisata. Frisell è riuscito a raggiungere una fama planetaria pur essendo a tutti gli effetti un avanguardista (indimenticabili le sue collaborazioni con John Zorn e Tim Berne). Attratto da collaborazioni con le star del rock (Ginger Baker, Marianne Faithfull, Elvis Costello) e dalle musiche per il cinema (memorabili le sue sonorizzazioni dei film di Buster Keaton), ha poi imboccato una strada decisamente personale, esplorando le radici della musica americana (country, bluegrass) con i mezzi espressivi dell’improvvisazione jazzistica.
Finalmente libero dagli stringenti vincoli discografici della sua storica etichetta, Bill Frisell negli ultimi anni si è abbandonato a una più frequente documentazione delle sue innumerevoli band e scorribande musicali, con i loro contrasti espressivi a tinte forti:
musica metropolitana a braccetto con sonorità rurali, postmodernismo e primitivismo come due vicini di casa, stilemi di genere estremamente definiti e improvvisi pastiches nei quali gli stili vengono bellamente frullati assieme, un effetto ping pong tra sperimentazione e tradizione.
Frisell è tra l’altro uno dei pochi maestri che sanno trasformare l’avanguardia in una esperienza d’ascolto dal coinvolgimento e la fascinazione immediati.
L’affiatamento con due collaboratori di lunga data come Thomas Morgan e Rudy Royston è tale che assieme a loro Frisell può indirizzare la propria musica in ogni direzione con la massima spontaneità. Con questo trio il chitarrista può affrontare il suo immenso repertorio originale ma anche i suoi prediletti standard folk e popular. Le esecuzioni sono ricche di interazione, rilassate come una conversazione tra amici che in qualunque istante può impennarsi in groove trascinanti.
Un attesissimo ritorno ad Atina Jazz per questo straordinario artista, presente nell’edizione del 1990 con al suo fianco Hank Roberts, Joey Baron e Kermit Driscoll e nel 1995 con Lee Koniz, Joe Lovano, Mark Jonson e Paul Motion.
18 Luglio | P.za Marconi Atina 21:30
IRENE FORNACIARI & THE GROOVE AVIATORS
Soul Connections
Irene Fornaciari – Voce ed effetti
Matteo Sodini – Batteria
Carlo Romagnoli – Basso
Federico Biagetti – Chitarra e Voce
Filippo Buccianelli – Piano/Tastiere/Hammond e Voce
Irene Fornaciari & The Groove Aviators è il progetto di Irene Fornaciari, figlia del più grande blues man italiano Zucchero. SOUL CONNECTIONS è la visione di qualcosa che è ancora possibile, sebbene difficile, nei nostri tempi: in un’epoca in cui la musica dura quanto uno swipe, gli algoritmi decidono tutto e tutti ci troviamo iper connessi nel mondo digitale, ma spesso sconnessi in quello reale, Irene e i suoi Aviatori del Groove scelgono l’opposto: il live, l’istinto, l’incontro vero tra emozione e palco; la connessione tra persone, contatti reali, il corpo usato per ballare ed emozionarsi, per relazionarsi a qualcuno. Una connessione di Anime. Soul, appunto; ovviamente, anche inteso come musica: di fatto, la band offre uno show adrenalinico, dove le commistioni di suoni e derivazioni sono multiple, dove il Soul e l’R’nB sono la radice che si connette con altri stili e con impennate rock, generando qualcosa di semplice, ma di totalmente unico. Con coraggio Irene torna alle radici che le hanno acceso il cuore da adolescente — Soul, Rhythm n’Blues, Funk, Rock n’Roll — non per fare un revival, ma per rianimare quello spirito autentico davanti al pubblico.
Per lei il Soul non è un genere: è respiro, vibrazione, un modo sincero di sentire la band ha una direzione chiara: radici solide e sguardo contemporaneo.
Il risultato non è una serie di cover, ma un racconto che si trasforma dal vivo, momenti intimi che diventano esplosioni collettive, riff scalmanati e un invito a riscoprire il senso del live: condividere. La voce di Irene è vissuta, non costruita. Non interpreta il Soul: lo attraversa, tra graffio e carezza. Prende brani che credi di conoscere e li riporta al presente con urgenza e calore analogico. Il sound degli Aviatori è realmente analogico: dinamico, pulito ma anche sporco dove serve. Spazio al silenzio, spazio ai soli che nascono sul momento.
Il risultato è potente e umano. Non per piacere a tutti, ma per essere riconosciuti da chi cerca autenticità.
19 Luglio | P.za Marconi Atina 21:30
ELIANE ELIAS QUARTET
Eliane Elias – Piano e voce
Marc Johnson – Contrabbasso
Leandro Pellegrino – Chitarra
Mauricio Zottarelli – Batteria
Dopo anni di attesa, con emozione annunciamo il grandissimo ritorno della più straordinaria rappresentante della bossa nova mondiale, Eliane Elias. La sua presenza ad Atina Jazz risale proprio alla prima edizione, nel 1986, con una formazione che vide sul palco anche Randy Brecker, Barry Finnaerty, Tom Barney, Jukkas Votila. Dopo 40 anni, dunque, un ciclo che si chiude.
Eliane guiderà il pubblico alla scoperta delle sue radici brasiliane.
Un viaggio che sposerà la sensualità della sua voce ad un indiscutibile virtuosismo strumentale. Con lei sul palco tre grandi musicisti come Marc Johnson (contrabbasso), Leandro Pellegrino (chitarra) e Mauricio Zottarelli (batteria). Vincitrice di ben 4 Latin Grammy, pianista e cantante di notevolissima classe, magnifica compositrice e arrangiatrice, considerata una stella della musica internazionale. Nella sua lunga carriera ha inciso 31 dischi e venduto 3 milioni di copie. Eliane Elias a 7 anni inizia lo studio del piano, dai 17 ai 20 gira il Sudamerica con Vinicius de Moraes e Toquinho.
Nell’81 il salto a New York, dove arriva spinta da un maestro come Eddie Gomez, per venire quasi subito chiamata dagli Steps Ahead, il supergruppo fusion di Mike Mainieri e Michael Brecker. Da allora, nel suo vastissimo repertorio ancora oggi s’incrociano il songbook degli standard brasiliani, quelli del jazz americano e del grande pop, da Marley ai Doors e Stevie Wonder. Marcato senso del ritmo, improvvisazione fluente ed intensità, belle aperture melodiche e una tecnica invidiabile ne fanno, dall’86, la protagonista per etichette leggendarie come Denon, Blue Note, Emi e Rca. Fra quelle premiatissime incisioni spiccano Solos and Duets con Herbie Hancock, di per sé indiscutibile attestato di stima, i trio con Jack DeJohnette e Joey Baron, gli omaggi alla Bossa, Antonio Carlos Jobim, Chet Baker e Bill Evans. Un evento assolutamente imperdibile.